Italiano scritto

L'esperienza del primo master in scrittura professionale (Università di Catania)

Intervista a Gabriella Alfieri, a cura di Giovanni Acerboni

Nell'anno 2002-2003 hai organizzato all'Università di Catania il primo master in Scrittura professionale. Come è nato?

Dopo una pluriennale esperienza di coordinamento della didattica dell'italiano scritto per gli studenti e il personale amministrativo dell'Università di Catania, mi sono posta il problema di progettare una formazione qualificata e mirata per operare nelle due direzioni fondamentali della scrittura professionale:
· produzione di testi nel settore pubblico e nell'impresa privata;
· trasmissione dei saperi.
Ho pertanto proposto al mio ateneo, che l'ha subito approvata, l'istituzione di un master che, al di là dell'intensiva ma occasionale esperienza di corsi di specializzazione o di perfezionamento, potesse offrire una formazione adeguatamente strutturata sul piano delle conoscenze culturali e delle competenze operative a quanti volessero specializzarsi in questo nuovo e promettente ambito. Ho voluto mettere in primo piano l'attività della scrittura e l'ambito in cui esercitarla, e il suo carattere di abilità cognitiva fondata su strategie testuali apprendibili e applicabili tecnicamente. Da qui il titolo di Master in Scrittura professionale. Teoria e tecniche, che quest'anno è stato ritoccato in Master in Scrittura professionale. Editing e Comunicazione didattica, per rendere più trasparente e immediata la distinzione dei due curricula in cui il Master è suddiviso.


Chi sono allora i destinatari del Master e qual è il loro bacino di reclutamento?

Va detto che l'area geografica di reclutamento dei destinatari tende ad essere prevalentemente locale. In verità il Master è stato progettato intorno alle esigenze del bacino di utenza del nostro ateneo, già ricco di iniziative di formazione prelaurea e di formazione permanente nel campo della scrittura professionale. Ed è partito perciò con un profilo basso, come offerta realisticamente calibrata sul territorio. È chiaro che, se quest'anno dovesse riarticolarsi sul fronte geografico il bacino di utenza, con domande provenienti da altri ambiti regionali, se ne terrà adeguatamente conto nell'organizzazione delle attività didattiche, finora concentrate nei giorni centrali della settimana. In ogni caso per l'utenza del Centro-Nord c'è da quest'anno il Master di Pisa.
Quanto alla caratterizzazione culturale e professionale, occorre distinguere in base ai due curricula.
Per il curriculum di Editing i destinatari previsti erano soprattutto professionisti del settore pubblico (enti locali, istituzioni) e privato (imprese, banche, industria culturale) impegnati nella produzione di testi scritti relativi alla comunicazione interna ed esterna. La risposta all'offerta formativa è stata positiva e coerente con la realtà del territorio: si sono iscritti numerosi addetti agli uffici stampa o agli URP degli enti locali (soprattutto comuni della Sicilia orientale e Provincia Regionale di Catania) o responsabili della comunicazione di altre realtà istituzionali (ad esempio della Marina militare). Non si sono avute domande dal settore privato nel quale, da contatti informali avuti in altre occasioni, risulta che sia ritenuto più "economico" organizzare al proprio interno corsi di formazione con esperti. Forse occorrerebbe maggior lungimiranza, ma non è certo nostra ambizione riconvertire le tendenze della politica aziendale.
Per il curriculum di Comunicazione Didattica i destinatari sono stati quelli previsti e prevedibili: giovani laureati in Lettere e Filosofia, Scienze politiche e Scienze della Comunicazione al primo livello e dottori di ricerca in scienze filologiche, letterarie e linguistiche o insegnanti di ruolo al secondo livello.

Quali sono gli obiettivi dei due livelli?

L'anno scorso, trattandosi della prima edizione in assoluto del Master, è parso opportuno attivare simultaneamente i due livelli, per consentire a una più ampia tipologia di professionisti di partecipare all'iniziativa. Al primo livello si sono coperti entrambi i curricula, al secondo livello si è attivato solo il curriculum di comunicazione didattica, da cui usciranno i "formatori di formatori" di italiano scritto. Da quest'anno si è pensato di attivare alternativamente i due livelli, sicché in questa nuova edizione è stato bandito solo il secondo livello, anche per assecondare la massiccia richiesta dei partecipanti al primo livello dell'a.a. 2002-2003 di accedere al secondo. L'anno prossimo si dovrebbe ripartire col primo, e così via. Ma questa scelta è del tutto ipotetica e soggetta ai risultati della sperimentazione.

In quali sedi e con quali mansioni si sono svolti stages e tirocini?

Anche stages e tirocini sono strettamente finalizzati agli sbocchi formativi dei curricula.
Per Editing, che nella prima edizione del Master si intitolava esattamente Editing e comunicazione pubblica, lo scopo principale è stato di impegnare i corsisti in ambienti funzionali a incrementare le loro competenze nella produzione di testi tecnici e professionali della comunicazione amministrativa e istituzionale o del giornalismo e dell'editoria (avvisi, lettere, relazioni, pieghevoli, "pezzi" giornalistici, comunicati stampa, ecc.). Tirocini e stages si sono svolti perciò presso uffici stampa o URP o uffici pertinenti degli enti locali, dell'Università e in qualche caso dell'amministrazione statale o presso case editrici locali e giornali locali, nonché presso la sede regionale della RAI (di Palermo e Catania). Alcuni corsisti hanno effettuato con successo attività di editing con gruppi di studenti della Facoltà di Scienze politiche di Catania interessati ad approfondire le tecniche di redazione di testi giornalistici.
Per il curriculum di Comunicazione didattica sedi privilegiate dello stage sono state la Facoltà di Lettere (compreso il Corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali con sede a Siracusa), e la Facoltà di Scienze politiche di Catania, nell'ambito delle quali i corsisti hanno tenuto con successo laboratori di scrittura testuale per gli studenti delle lauree triennali, confermando la necessità di incrementare la didattica dell'italiano scritto all'Università. In entrambi i curricula lo stage è stato frazionato in sedi diverse, comprese sedi RAI e case editrici anche per i futuri formatori. Così per il secondo livello, attualmente limitato come ho detto alla Comunicazione didattica, tirocini e stage sono preventivati nelle facoltà universitarie e nelle scuole secondarie, con casi di corsi di eccellenza dedicati alla scrittura, e nelle sedi editoriali o giornalistiche, nonché in uffici stampa di enti locali.

Qual è stato il feed back dei corsisti?

Il feed back dei corsisti può ritenersi sostanzialmente positivo, con le inevitabili e anzi auspicate segnalazioni di possibili miglioramenti organizzativi nelle successive edizioni: l'esperienza nel suo complesso è stata ritenuta altamente stimolante e qualificante, come dimostra di fatto la richiesta dei corsisti di primo livello di attivare immediatamente il secondo livello del Master. Le richieste di miglioramento riguardano soprattutto il potenziamento dell'attività diretta di scrittura da parte dei corsisti, l'estensione dello stage a sedi extraregionali (e sono in corso contatti in proposito con organismi nazionali ed europei), e l'approfondimento di tematiche che è stato possibile solo sfiorare in questa prima edizione, in cui si è preferito offrire una più vasta panoramica degli ambiti disciplinari pertinenti alla scrittura.

Come cambierà la seconda edizione?

Per valorizzare anche il feed back dei corsisti della prima edizione, in questa seconda edizione i contenuti disciplinari saranno articolati in moduli tematici più compatti, con una propedeuticità più stringente, che in questa nella prima edizione è stata sovvertita da calamità naturali (eruzione dell'Etna nel primo semestre autunnale dell'anno scorso) o da imprevisti impegni personali che hanno determinato un frequente rimpasto delle date di presenza dei relatori esterni.

Quali e quante sono le attività formative previste nella seconda edizione?

La programmazione didattica del Master è messa a punto dal Comitato scientifico, composto da Paolo D'Achille (Ordinario di Linguistica Italiana nella Terza Università di Roma), Claudio Giovanardi, Ordinario di Linguistica italiana nella Terza Università di Roma), Margherita Spampinato (Ordinaria di Filologia Romanza nell'Università di Catania), Salvatore Amato, Ordinario di Filosofia del Diritto nell'Università degli Studi di Catania e da me. L'offerta didattica del Master si articola in:
· lezioni frontali (250 ore di cui 150 comuni e 100 curriculari);
· laboratori (50 ore) con relativo studio individuale (900 ore);
· tirocini e stages (300 ore);

per complessive 1500 ore che ammontano a 60 crediti formativi.
I contenuti disciplinari del Master riguardano nelle ore comuni: Linguistica generale, Pragmalinguistica, Semiotica, Linguistica e tipologia testuale, Linguistica italiana, Sociolinguistica, Grammatica italiana avanzata; nelle ore curriculari si approfondiscono tematiche più specifiche:
· per Editing: Sociologia della comunicazione; Psicologia dell'interazione comunicativa, Comunicazione pubblica, Diritto dell'informazione e della comunicazione, Interpretazione del testo giuridico, Tecniche del linguaggio giornalistico, Scrittura multimediale e Scrittura per i media (cinema, radio, televisione) e per i new media (internet e libro elettronico), Editing;
· per Comunicazione didattica: Retorica, Teoria dell'argomentazione, Semiotica del testo (con accenni anche alla letterarietà e alla scrittura verbovisiva), Psicologia cognitiva, Didattica della scrittura.

Nelle ore di laboratorio si applicano le cognizioni acquisite nelle ore disciplinari, con particolare attenzione anche in questo caso alle specifiche pertinenze curriculari: ad es. Tecniche di riformulazione (parafrasi e riassunto) nella Comunicazione didattica e tecniche di semplificazione di testi amministrativi o tecnici in Editing. Alcune tematiche, sempre orientate in prospettiva curriculare, sono trattate per entrambi i curricula: ad esempio Stilistica e semantica lessicale ovvero Gestione della punteggiatura in funzione testuale. I contenuti, che qui ho esposto cumulativamente, sono calibrati in funzione della specificità dei due livelli del Master.

Chi sono i docenti del Master?

Anche quest'anno sono in prevalenza docenti universitari di discipline linguistiche, filologiche, semiotiche, psicologiche, sociologiche, giuridiche e della comunicazione sociale e pubblica, ed esperti qualificati del settore amministrativo e mediatico, tutti impegnati nel campo della scrittura professionale.

Alla luce della prima edizione e in vista della seconda e del crescente interesse del mondo accademico per queste iniziative (come dimostra l'apertura del Master di Pisa) quali 'conclusioni provvisorie' vuoi trarre?

L'ultima riflessione vorrei dedicarla alla ricaduta sociale e "culturale" se così posso dire del Master. Sarebbe troppo scontato dire che è stata positiva, e, a parte che non sta a me dirlo, è sicuramente troppo presto per farlo. Mi limiterò a sottolineare le motivazioni che mi hanno indotto a promuovere quest'iniziativa: innanzitutto offrire l'opportunità di un miglioramento professionale a quanti già operano nel settore della comunicazione pubblica o giornalistico-editoriale o della comunicazione didattica; inoltre, e non secondariamente, offrire ai giovani laureati del vecchio e del nuovo ordinamento la possibilità o meglio la potenzialità di un inserimento occupazionale aderente alle più attuali esigenze del mercato del lavoro nel settore pubblico e, forse, col tempo, anche privato. Un pensiero in particolare mi ha spinto in questa direzione, quello cioè di prospettare agli studenti della laurea triennale in Scienze della comunicazione, una continuità serrata e motivata con la formazione ricevuta nel corso di studi di primo livello. A tutti i corsisti del Master poi, a quelli già iscritti e a quelli potenziali, vorrei rammentare con serenità ma con realismo che il Master non è un passe par tout per il posto di lavoro, né nell'amministrazione pubblica né nell'impresa privata, né tantomeno può ritenersi, guardando alla didattica della scrittura, un accesso trasversale alla carriera universitaria. E' solo un'occasione appassionante di confronto e di crescita culturale e tecnica in vista di un futuro professionale, sia esso in atto o di là da venire, vissuto con maggior consapevolezza e responsabilità, e perciò migliore. Questo è stato per chi l'ha pensato e realizzato, con amore e con fiducia, ma anche con piena coscienza dei limiti e degli errori che, come qualunque iniziativa, portava in sé. Permettimi in merito di chiudere col vecchio detto: "Chi non fa non sbaglia".

Questa pagina è stata pubblicata il 27 dicembre 2003.