Italiano scritto

Un laboratorio di scrittura per l'esame di stato, di Augusto Campagnolo

Premessa
In queste pagine, attraverso l'analisi di una traccia data all'esame di stato del 2002, propongo delle riflessioni sul saggio breve, cioè sulla tipologia testuale che rappresenta il più complesso livello di scrittura della scuola superiore e che richiede quindi un percorso didattico di facilitazione.


1. Il saggio breve e la scrittura documentata

Il nuovo esame di stato ha profondamente rinnovato la scrittura scolastica del triennio trasformando l'approccio dello studente alla composizione scritta: il tema-saggio tradizionale in genere proponeva un'idea centrale, formulata in modo che lo studente fosse indotto a confermarla con dimostrazioni o ad illustrarla con esempi. In questo modo la traccia lasciava allo studente poco spazio per l'elaborazione autonoma di una tesi e di un percorso argomentativo e gli chiedeva invece di fare appello alla sua cultura e all'enciclopedia delle conoscenze (1).

La nuova tipologia B della prova scritta propone invece un modello di "scrittura documentata", molto più simile alla scrittura che si incontra nella vita accademica o nei saggi scientifici. Tale tipologia offre allo studente il supporto di una breve antologia di materiali documentari ma richiede capacità di strutturare autonomamente una tesi o un percorso espositivo attraverso i testi proposti. Nel "saggio breve" vengono esaltate nuove competenze come la capacità di elaborazione autonoma di una tesi, quella di suffragare la tesi con citazioni o dati obiettivi, quella di utilizzare le fonti a seconda del particolare "taglio" dato all'argomento. La traccia, inoltre, chiede di ipotizzare il destinatario ed il contesto della pubblicazione attraverso la scelta di una particolare destinazione editoriale. Quest'ultima operazione è particolarmente complessa per uno studente perché lo costringe a lavorare contemporaneamente a livello testuale e a livello del rapporto tra testo e contesto.

Per queste ragioni la tipologia del "saggio breve" richiede allo studente di porre una particolare attenzione alle operazioni preliminari alla stesura del testo e determina un cambiamento nel ruolo di mediazione dell'insegnante, come appare dalla seguente tabella.

Tema tradizionale Saggio breve

Consegna. Una traccia che contiene una frase topica che, in genere, enuncia l'idea centrale, il percorso espositivo, o una serie di quesiti a cui risponde.

La scienza avanza attraverso la formulazione di teorie ed ipotesi sempre affidate alla sperimentazione ed alla verifica, alla costante insoddisfazione rispetto a facili certezze. Regola fondamentale di un comportamento scientifico rimane quindi il dubbio, che impone la necessità di una continua ricerca della verità. Esponete le vostre riflessioni con riferimenti alla storia delle scienze e alle vostre esperienze di studio, adducendo la necessaria documentazione (Traccia ministeriale di maturità).

Consegna:
- l' argomento è dato sotto forma di frase nominale.
La memoria storica tra custodia del passato e progetto per il futuro:

- Sono dati dei materiali utilizzabili come documentazione.

- F. NIETZSCHE. Considerazioni inattuali - Sull'utilità e il danno della storia per la vita 1884
- E. J. HOBSBAWM, Il secolo breve, Milano 1997
- SPINELLI, Il sonno della memoria, Milano, 2001
- E. LOEWENTHAL, "La Stampa", 25.1.2002

- Sono dati vincoli molto restrittivi sulle caratteristiche del testo.

Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve" o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del "saggio breve", interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e svolgi su questa base la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da' al tuo saggio un titolo coerente e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se scegli la forma dell'"articolo di giornale", individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo 'pezzo'.
Da' all'articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro). Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

Che cosa deve fare lo studente. Lo studente è lasciato libero di sviluppare il testo senza particolari vincoli esterni. Questa tipologia assegna un ruolo rilevante alla fase dell'inventio, cioè alla capacità di trovare idee, informazioni sull'argomento, dato che il percorso o la tesi da dimostrare sono già definiti. È compito dello studente strutturare il testo sulla base della traccia proposta senza deviare dal tema.


Che cosa deve fare lo studente.

- interrogare i testi per esplicitarne i temi (analisi tematica) e il contesto (autore, momento storico, ecc.);

- far dialogare tra loro i testi in modo da far emergere dal confronto le possibili, diverse linee argomentative;

- verificare l'argomento generale proposto;

- concepire una propria tesi e formularla con chiarezza; in altre parole lo studente deve elaborare il titolo (o la traccia) che invece era già fornito dal tema tradizionale;

- predisporre una scaletta di sviluppo;

- stabilire che cosa, come e quanto riportare dei testi sotto forma di citazione;

- rispettare i vincoli di spazio previsti (lunghezza del testo);

- ipotizzare un destinatario attraverso la scelta di una destinazione editoriale.

Che cosa deve fare l'insegnante. Deve stimolare gli studenti attraverso tecniche di brain storming a recuperare gli argomenti e le informazioni dalla loro personale enciclopedia; deve aiutarli a organizzare il testo attraverso tecniche di strutturazione (la scaletta).

Che cosa deve fare l'insegnante.

- mettere in atto un percorso di facilitazione per aiutare gli studenti a interrogare i testi e ricavarne l'analisi tematica;

- fornire tecniche di elaborazione della tesi;

- insegnare come documentare le proprie affermazioni attraverso la citazione;

- guidare gli studenti nelle scelte linguistiche, in coerenza con la destinazione editoriale del testo.

È evidente quindi che il saggio breve, più del tema tradizionale, richiede un lavoro preparatorio che rilancia il ruolo dell'insegnante. Infatti le operazioni cognitive e linguistiche richieste dal tema tradizionale si fondano sul modello tipico dell'argomentazione orale che un parlante acquisisce in genere spontaneamente e domina con una certa sicurezza. Invece il "saggio breve" e la scrittura documentata in genere richiedono operazioni logiche e tecniche di scrittura che uno studente non apprende dalla lingua orale, né può acquisire in modo spontaneo.

L'esempio che segue analizza la traccia ed esemplifica alcune operazioni preliminari sulla tipologia B, argomento: la memoria storica tra custodia del passato e progetto per il futuro (esame di stato del 2002).

2. Uso della frase topica

Nel tema tradizionale il titolo offriva già la traccia di sviluppo e spesso conteneva la tesi generale del testo, come nel seguente esempio:

Lo sviluppo tecnologico e le applicazioni che ne sono derivate, soprattutto nella seconda metà del ventesimo secolo, sono all'origine di profonde trasformazioni economiche e sociali. Limitatamente al vostro settore di specializzazione, individuate le principali innovazioni introdottevi e valutatene gli effetti sull'attività produttiva e sulla organizzazione del lavoro (Traccia ministeriale di maturità).

Il saggio breve, invece, chiede allo studente di strutturare il suo testo a partire dai documenti, individuando autonomamente la tesi, il titolo, il percorso argomentativo e i supporti (citazioni).

Diventa quindi essenziale elaborare una tesi ed esprimerla in una forma linguistica chiara ed efficace.

Per guidare gli studenti all'elaborazione della tesi può essere utile introdurre la conoscenza della "frase topica".

La frase topica (FT) (2) (o frase regista) può essere di grande aiuto allo studente perché lo guida nello sviluppo del testo.

"Della Casa Rossa le scale costituivano l'elemento più ossessivo" (3)
- idea centrale: folle intrico di scale;
- parole-chiave: più ossessivo.

La frase citata è l'inizio di un paragrafo descrittivo e presenta il carattere comune a tutte le frasi topiche, cioè quello di essere un enunciato non concluso in sé ma che prevede uno svolgimento successivo. Infatti la FT si differenzia da un enunciato puramente informativo-referenziale perché contiene elementi, affermazioni o giudizi che non sono immediatamente accettabili ma che richiedono uno sviluppo (es. … più ossessivo…).

Alla FT è quindi affidata l'importante funzione di stimolare il ricevente a proseguire nella lettura.

La frase topica (4):
- è il nucleo generativo dal quale si sviluppa un testo (nell'esempio un testo descrittivo);
- è portatrice dell'idea centrale;
- contiene le parole-chiave;
- è un enunciato non esaustivo ma che rimanda ad ulteriori sviluppi del testo attraverso esemplificazioni, citazioni, ragionamenti, ecc.;
- è un enunciato che contiene elementi valutativi, più o meno espliciti (giudizi);
- non ha una collocazione fissa perché si può trovare all'inizio, a metà o alla fine del testo, ma la collocazione iniziale semplifica la comprensione del testo.

Per chiarire la natura ed il ruolo della frase topica si vedano gli esempi seguenti. Essi mettono a confronto enunciati fattuali, che contengono cioè solo informazioni, e frasi topiche, in grado di aprire un paragrafo o un testo.

FATTI Frase topica (giudizio)
Conosco Marco Valenti; Marco abita a Roma; Marco è maestro di nuoto; Marco ha quarant'anni. Marco è il più affascinante maestro di nuoto che abbia conosciuto.
Tema: pioggia Stupore + tranquillità + delusione + rabbia Frase topica Quando iniziò a piovere la mia tranquillità venne meno e provai prima un senso di stupore; poi, man mano che la pioggia aumentava, la delusione si tramutò in rabbia.


La Frase topica non è molto diversa dalla traccia formulata di solito dall'insegnante nel tema tradizionale. Tuttavia è utile far capire agli studenti la differenza tra l'argomento-tema e la frase topica. Come si vede dal seguente esempio, dallo stesso tema si possono sviluppare frasi topiche diverse.

Tema: Il senso dell'avventura nel nostro tempo

FRASE TOPICA

1. L'uomo, eterno Ulisse, cerca continuamente il limite estremo con cui confrontarsi, trova sempre nuove colonne d'Ercole da oltrepassare. Oggi esse si trovano sulle cime himalayane, nelle sabbie desertiche, negli abissi marini…

2. Il termine "Adventure", naturalmente in inglese perché l'ambientazione esotica sia subito evocata, è ormai un luogo comune che la pubblicità si incarica di ricordarci in ogni momento.

3. Il fascino dell'avventura mi ha stregato come è capitato a molti giovani della mia età.

Pur avendo lo stesso nucleo tematico le tre formulazioni differiscono tra loro perché danno al tema un taglio diverso, cioè focalizzano di volta in volta elementi particolari attraverso le metafore (stregato, eterno Ulisse), parole-chiave come adventure o altri elementi linguistici come gli avverbi continuamente e naturalmente. Come avviene nella sequenza iniziale di un film, le tre frasi hanno la funzione di "seminare" gli indizi che saranno pienamente compresi soltanto dallo sviluppo successivo del testo. Gli indizi, attraverso le spie linguistiche rappresentate dalle parole-chiave, anticipano il senso globale del testo e aiutano il lettore a cogliere il significato illuminandogli il percorso.

Nella tipologia del saggio breve, l'uso corretto della frase topica è importante:
a. in fase di analisi delle fonti quando lo studente deve integrare e chiarire i nuclei tematici offerti dalle fonti documentarie che sono presenti spesso sotto forma di pure frasi topiche, oppure quando deve interpretare correttamente i testi in vista di un loro riutilizzo come elementi di prova;
b. in fase di elaborazione del saggio quando lo studente deve formulare un titolo in grado di guidare l'intero testo.


3. L'analisi dei testi della traccia 2002

La memoria storica tra custodia del passato e progetto per il futuro (esame di stato 2002).
Primo testo
F. NIETZSCHE, Considerazioni inattuali - Sull'utilità e il danno della storia per la vita, 1884.

Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato…

L'uomo chiese una volta all'animale: perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità? L'animale voleva rispondere e dice: ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire - ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via - e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice 'mi ricordo'.

Secondo testo
E. J. HOBSBAWM, Il secolo breve, Milano, 1997

La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l'esperienza dei contemporanei a quello delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento.

La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono.

Questo fenomeno fa sì che la presenza e l'attività degli storici, il cui compito è ricordare ciò che gli altri dimenticano, siano ancor più essenziali alla fine del secondo millennio di quanto mai lo siano state nei secoli scorsi.

Ma proprio per questo motivo gli storici devono essere più che semplici cronisti e compilatori di memorie, sebbene anche questa sia la loro necessaria funzione.

Terzo testo
B. SPINELLI, Il sonno della memoria, Milano, 2001

Mai si è parlato tanto di memoria storica da quando è caduto il muro di Berlino nell'autunno '89, e tuttavia questo discorrere concitato restava ingabbiato nel nominalismo: i fatti riesumati non erano che flatus vocis, il cui significato sembrava essere destinato a sperdersi (…)

La storia recente dell'uomo europeo si riassume in questa incapacità di cadere nel tempo e di conoscerlo. Di lavorare sulla memoria, ma anche di oltrepassarla per estendere i confini e costruire su di essa (…)

Quel che ci salva, che ci dà il senso del tempo, è il nostro "esser nani che camminano sulle spalle dei giganti". I giganti sono le nostre storie, i successivi e contraddittori volti che abbiamo avuto in passato, e in quanto tali personificano il vissuto personale e collettivo che ci portiamo dietro come bagagli. Dalle loro alte spalle possiamo vedere un certo numero di cose in più, e un po' più lontano. Pur avendola vista assai debole possiamo, col loro aiuto, andare al di là della memoria e dell'oblio.


Quarto testo
E. LOEWENTHAL, "La Stampa" del 25.1.2002

La memoria è il rombo sordo del tempo, scandisce il distacco dal passato per tentare di capire quel che è accaduto.


Analisi tematica dei documenti

I quattro testi affrontano un tema centrale della cultura europea tra l'Ottocento e il Novecento: La memoria storica tra custodia del passato e progetto per il futuro.

Sono perciò un'ottima occasione di verifica del percorso didattico e offrono la traccia per lo sviluppo di un'unità didattica o di una ricerca (tesina finale).

I documenti propongono tipologie testuali differenti che richiedono uno specifico approccio interpretativo.

Sul piano dei contenuti il primo testo sembra essere a sé perché apparentemente non affronta l'argomento generale e cioè la memoria storica.


Primo testo
Il testo è di tipo narrativo descrittivo e appartiene al genere dell'apologo a sfondo filosofico. Ci sono frasi in cui si addensa un significato generale, ma la frase topica, cioè la frase che contiene il senso complessivo del testo, deve essere estratta per generalizzazione.

La frase topica in grado di riassumere il testo potrebbe essere la seguente:
L'uomo, a differenza dell'animale, realizza il "prodigio" di non poter imparare a dimenticare.

Tuttavia, anche se questo è il senso complessivo del testo, è difficile sintetizzare in un'unica frase la ricchezza di suggestioni che presenta. È necessario pertanto interrogarlo per fargli dire quello che si limita a suggerire. Si possono proporre agli studenti le seguenti analisi:

- analisi delle parole-chiave e della loro connotazione filosofica, con riferimento alla filosofia di Nietzsche:
* felicità: piacere/ dispiacere
* meraviglia
* prodigio
* "fantasma" che turba la pace
* rotolo del tempo
* vola e rivola indietro


- analisi della situazione comunicativa: "l'uomo che parla con gli animali". Questa situazione è presente anche in altri autori come Leopardi, Gozzano, ecc. Qual è il significato di questo atto? Qual è la somiglianza tra l'uomo e animale? È interessante notare che entrambi sono legati ad una catena: l'animale "al piolo dell'attimo", l'uomo "alla catena del passato"; quale sarebbe la condizione di chi non è legato? Entrambi vivono una condizione negativa ma solo l'uomo ne è consapevole. L'autore allude forse ad una condizione che trascende il passato e il presente? Quale relazione c'è tra la parola e la memoria? Quale ruolo svolge la memoria secondo Nietzsche? Quale meccanismo potrebbe liberare l'uomo dal passato?

Secondo testo

La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l'esperienza dei contemporanei a quello delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento. Frase topica
La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono. Elemento di supporto
Questo fenomeno fa sì che la presenza e l'attività degli storici, il cui compito è ricordare ciò che gli altri dimenticano, siano ancor più essenziali alla fine del secondo millennio di quanto mai lo siano state nei secoli scorsi. Prima conseguenza
Ma proprio per questo motivo gli storici devono essere più che semplici cronisti e compilatori di memorie, sebbene anche questa sia la loro necessaria funzione Seconda conseguenza e conclusione

Il testo è di tipo argomentativo ed articolato nel seguente schema:
La distruzione del passato è tipica del Novecento
Infatti: i giovani vivono in un presente permanente
1a conseguenza (fa sì che): il compito è ricordare ciò che gli altri dimenticano
2a conseguenza (proprio per questo devono): gli storici devono essere più che semplici cronisti e compilatori di memoria.

Il testo presenta due aspetti interessanti in vista dello sviluppo di un'argomentazione:
- la mancanza di motivazione della prima affermazione; l'autore infatti non motiva adeguatamente l'affermazione iniziale, cioè non dice perché la distruzione del passato è tipica del Novecento;
- la possibilità per lo studente di scegliere se focalizzare la frase topica iniziale (la distruzione del passato) o analizzare l'ultima affermazione (il compito dello storico).

La scelta comporterà risultati molto diversi: nel primo caso si tratta dei argomentare sul Novecento e sul motivo per cui in questo secolo si è distrutto il meccanismo sociale di trasmissione della memoria e dell' esperienza; nel secondo, di sviluppare il tema della ricerca e dell'interpretazione storica.

Terzo testo

Mai si è parlato tanto di memoria storica da quando è caduto il muro di Berlino nell'autunno '89, e tuttavia questo discorrere concitato restava ingabbiato nel nominalismo: i fatti riesumati non erano che flatus vocis, il cui significato sembrava essere destinato a sperdersi (…) Premessa
La storia recente dell'uomo europeo si riassume in quest'incapacità di cadere nel tempo e di conoscerlo. Di lavorare sulla memoria, ma anche di oltrepassarla per estendere i confini e costruire su di essa (…) Frase topica incapacità della memoria storica per l'uomo europeo di oggi
Quel che ci salva, che ci dà il senso del tempo, è il nostro "esser nani che camminano sulle spalle dei giganti". I giganti sono le nostre storie, i successivi e contraddittori volti che abbiamo avuto in passato, e in quanto tali personificano il vissuto personale e collettivo che ci portiamo dietro come bagagli. Dalle loro alte spalle possiamo vedere un certo numero di cose in più, e un po' più lontano. Pur avendola vista assai debole possiamo, col loro aiuto, andare al di là della memoria e dell'oblio" Frase topica la memoria permette all'uomo di vedere oltre il presente (sulle spalle dei giganti)

Il testo è di carattere informativo argomentativo; presenta due tagli che ne interrompono la continuità testuale e rendono più difficile la comprensione del disegno argomentativo dell'autore. La prima frase permette di individuare l'argomento generale (la memoria storica) e il contesto (autunno del 1989) e afferma che si è caduti nel nominalismo perché i fatti ricordati sembrano destinati a sperdersi.

Perché l'autore ha fatto questa affermazione? Di quali fatti si tratta? Perché il dibattito è risultato flatus vocis?

Il testo non dà queste risposte che sono essenziali per accettare l'affermazione dell'autrice.

Anche nel secondo paragrafo c'è una frase topica che non è sviluppata. Perché l'uomo europeo è "incapace di cadere nel tempo e di conoscerlo"?

Il terzo paragrafo contiene il nucleo tematico complessivo del testo: solo la memoria permette all'uomo di superare i limiti del tempo e di dare senso al presente. Infatti la memoria ci rende giganti perché camminiamo sulle spalle di chi ci ha preceduto; questo paragrafo è sviluppato attraverso una suggestiva metafora che richiede però di essere riempita di contenuto storico attraverso particolari esemplificazioni. Ad esempio, chi sono questi giganti? Anche le esperienze negative possono essere ricondotte alla metafora "sulle spalle dei giganti"?

Quarto testo

La memoria è il rombo sordo del tempo, scandisce il distacco dal passato per tentare di capire quel che è accaduto.

Il testo si presenta sotto forma di aforisma, cioè si tratta di un testo concentrato, fondato su una metafora (rombo sordo) che deve essere sviluppata perché sia compresa pienamente.

Il suono (rombo sordo, scandisce) è l'elemento fisico della nostra percezione del tempo (vedi L'infinito di Leopardi).

Nel continuum del tempo la memoria opera delle cesure che isolano i singoli istanti per poterli interpretare.

Solo ciò che cade sotto il dominio della memoria (passato) può essere pienamente compreso. Perché il presente si sottrae alla pienezza di senso? Questo testo si ricollega a quanto afferma Nietzsche ?


4. L'interrogazione dei testi (quali sono le informazioni nascoste?)

I testi analizzati presuppongono informazioni che rinviano all'enciclopedia delle conoscenze, in questo caso alle informazioni generali che uno studente di 19 anni dovrebbe possedere e alle informazioni specifiche che uno studente deve aver appreso dalle discipline di studio (5).

Il saggio in esame è stato ipotizzato certamente per gli ultimi mesi del quinto anno della scuola superiore, quando si suppone che lo studente abbia perfezionato il suo bagaglio di informazioni storiche, culturali e filosofiche.

1. Le informazioni generali rinviano innanzitutto all'esperienza soggettiva della memoria e ai meccanismi attraverso i quali ciascuno di noi ricorda e dimentica. Qual è l'esperienza soggettiva della memoria? È più facile ricordare o dimenticare? (vedi il primo testo)
2. È importante che, a conclusione del percorso di studi, gli studenti dell'ultimo anno riflettano sul significato complessivo che hanno avuto per loro importanti discipline come la letteratura, la storia e la storia della filosofia, che si fondano sullo studio del pensiero, dell'esperienza e delle vicende storiche del passato. Queste conoscenze generali devono essere valutate a seconda dell'indirizzo scolastico. L' articolazione dei testi sicuramente è più vicina al percorso del liceo, che può contare sull'apporto dello studio della filosofia e su una maggiore integrazione fra le varie discipline. Qual è il valore del passato? Perché la cultura si sforza di conservarne la memoria? (vedi il terzo e il quarto testo)
3. Tuttavia la vastità dei temi che l'argomento mette in campo può dar luogo ad approfondimenti specifici. Ad esempio un'importante linea di ricerca riguarda le vicende storiche del Novecento e il percorso dell'Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Si può far riflettere lo studente sulla peculiarità e straordinarietà degli eventi che hanno caratterizzato i grandi conflitti, le dittature, le guerre. Non bisogna dimenticare inoltre il contesto della ricerca storica attuale, caratterizzato da una fase "revisionista" della storia del Novecento che tende a reinterpretare gli eventi traumatici che hanno segnato il secolo scorso. Ciò conferisce un tono velatamente polemico al testo di HOBSBAWM. È anche vero che quando succedono grandi avvenimenti che sconvolgono la storia, le pressioni a dimenticare o a voltare pagina sono forti; il compito dello storico è proprio quello di resistere a questa tentazione. La conoscenza del dibattito storiografico del Novecento non può essere data per presupposta. Le vicende storiche del Novecento hanno cambiato il ruolo ed il significato della storia? (vedi il secondo e il terzo testo)
4. Sul piano letterario e filosofico si possono citare le riflessioni di Freud che hanno aperto la ricerca sul tema della rimozione e dell'inconscio. Si può citare la riflessione di Leopardi del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia o la poesia di Gozzano La differenza (6), che riproduce un dialogo tra il poeta e un'oca, entrambi condannati alla morte, ma solo lui consapevole del proprio destino. Infine si può citare la filosofia di Nietzsche e la sua interpretazione del tempo. Perché solo l'uomo riflette sulla sua esperienza e perciò ricorda? Che cosa succede ai nostri ricordi? Qual è il legame tra la parola ed il ricordo? (vedi il primo testo)


5. Esempio di sviluppo

È ora il momento fondamentale dell'argomentazione: ipotizzare l'idea centrale o la tesi del saggio e costruire una traccia di svolgimento.

Anche se i testi esaminati possono offrire spunti per diversi sviluppi dell'argomento, nell'esempio proposto di seguito mi limito a indicare una traccia che coglie le suggestioni e i riferimenti dei quattro testi.

La tesi potrebbe essere espressa dalla seguente frase topica:
Mentre l'individuo non può dimenticare il suo passato, l'umanità ha bisogno della memoria storica perché il passato collettivo non sia cancellato.

Esempio di sviluppo (le frasi topiche sono in grassetto).

1. Il meccanismo della memoria è finalizzato alla sopravvivenza: infatti ricordare e dimenticare sono due attività della psiche che rispondono alla necessità di rimuovere i conflitti e di esaltare le esperienze utili alla vita. L'argomento porta a riflettere sul ruolo (ambivalente) della memoria nell'esperienza soggettiva di ciascun individuo (psicanalisi: memoria e processo di rimozione).

2. L'uomo è un animale culturale che può conoscere e trasmettere il passato. L'argomento invita a riflettere sui meccanismi evolutivi che hanno trasformato l'uomo da animale che agisce sulla base di meccanismi istintivi ereditari a individuo che si adatta e trasforma l'ambiente attraverso le esperienze e le conoscenze trasmesse dalla comunità sociale.

3. La trasmissione delle esperienze non avviene spontaneamente o istintivamente attraverso meccanismi psichici istintivi ma consapevolmente attraverso la riflessione storica. Quale rapporto si può creare tra la dimensione individuale (il ricordo soggettivo) e la dimensione collettiva del passato (memoria storica)? Perché la rimozione del passato sul piano storico è molto pericolosa (Secondo testo)? Perché lo storico non solo ricorda ma anche interpreta?

4. La connessione delle esperienze tra le varie generazioni non può che avvenire attraverso la parola e la scrittura. L'argomento obbliga a riflettere sul rapporto tra memoria e parola e tra memoria e scrittura, in relazione alla nascita della storia.

***

Note

(1). Per un approfondito confronto tra vecchi e nuova tipologia della prova scritta di italiano si vedano A. R. Guerriero (a c. di), Laboratorio di scrittura, La Nuova Italia, 2000, pp. 126 e sgg.; S. Conti e D. Corno, Manuale di educazione alla scrittura, La Nuova Italia, 2000, pp. 300 e sgg.

(2). Pugliese e Zioni, Costruire la scrittura, Edizioni Scolastiche Unicopli, 1986.

(3). "Della Casa Rossa le scale costituivano l'elemento più ossessivo. Se ne trovavano in abbondanza, nello sterminato edificio: scale enfatiche e prolisse che conducevano ad assurdi stambugi pieni di polvere e di ciarpame: altre strette e irregolari, interrotte a metà da una colonna tirata su alla brava per puntellare un soffitto pericolante; frammenti di scale sbilenchi, biforcuti, anomali, che raccordavano piani sfalsati di corpi adiacenti. Memorabile fra tutte, lungo una delle facciate, uno scalone ciclopico, che saliva per quindici metri da un cortile invaso dall'erba, con scalini ampi tre metri, e non conduceva in nessun luogo", da P. Levi, La tregua, Einaudi, 1963, pagg. 167-168.

(4). S. Conti e D. Corno usano l'espressione "Frase regista", che corrisponde esattamente alla FT, in op. cit., pp. 197 e sgg.

(5). R. Castellaro - I. Zeppetella - G. Brandone, Cento/100, Edizioni Il Capitello, Torino, 2002, pp 152-191 propone un interessante percorso che guida gli studenti alla composizione della tipologia B.

(6). La differenza di G. Gozzano (Da La via del rifugio):
Penso e ripenso: - Che mai pensa l'oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d'essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l'armi corruscanti della cuoca.

- O pàpera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s'è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l'esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d'esser cucinato.

Il poeta dalla riva di un canale osserva la frenetica attività di un'oca e si rivolge a lei chiamandola "candida sorella". L'oca sembra contenta: essa compie molte azioni attraverso le quali rivela la propria vitalità; al contrario il poeta non fa che pensare. Il pensare lo condanna a non agire e pensando…. gli viene l'idea della morte. Perciò, anche se sente l'oca come la sua "candida sorella", il poeta e la papera non condividono il medesimo destino, e in ciò consiste la loro differenza.

Questa pagina è stata pubblicata il 9 luglio 2003.