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Perché un corso di scrittura professionale al Corso di Laurea in Servizio Sociale, di Arianna Da Pieve

Dall'anno accademico 2000-2001 è stato attivato presso il Corso di Laurea in Servizio Sociale dell'università Ca' Foscari di Venezia un corso di Teoria e tecnica della scrittura. Il corso, tenuto dalla dott.ssa Laura Besazza e da chi scrive, è obbligatorio per gli iscritti al secondo anno, che sono tenuti a frequentare un modulo di 30 ore.

Gli obiettivi
L'attivazione di un corso di scrittura professionale per i futuri laureati in Servizio Sociale deriva da una duplice esigenza. La prima e la più immediata, che è comune a tutti gli studenti universitari, è di acquisire le competenze necessarie per affrontare la scrittura professionale. La stesura di testi professionali, infatti, è richiesta, prima che nell'ambito lavorativo, durante il percorso universitario; gli studenti devono produrre relazioni, tesine e infine la tesi, tutti testi professionali per la cui stesura sono necessarie competenze specifiche, che gli studenti quasi mai hanno acquisito nel percorso scolastico precedente. È necessario imparare a selezionare, organizzare e formulare correttamente le informazioni sulla base di una situazione comunicativa specifica, definita dalla tipologia testuale richiesta, dal destinatario e dallo scopo della comunicazione; è necessario, inoltre, imparare a rielaborare un testo, orale e scritto, e adattarlo a fini diversi; è necessario imparare ad argomentare tenendo conto del destinatario, sul quale vanno tarate tutte le decisioni affinché il testo sia comunicativamente efficace ecc.

La seconda esigenza è legata alla specificità del corso di laurea in Servizio Sociale. Durante la loro attività professionale gli assistenti sociali operano in molteplici direzioni poiché intrecciano interventi di aiuto per la persona e azioni verso l'organizzazione e il territorio, cioè verso gruppi di persone o verso la popolazione (1). Devono, quindi, rapportarsi con interlocutori individuali e collettivi. Le diverse dimensioni operative della professione porta gli assistenti sociali ad affrontare numerose testualità sia come autori che come fruitori. Da un lato, devono redigere numerosi tipi di testo, come relazioni, progetti, lettere, schede, resoconti, delibere, verbali, moduli, ognuno dei quali richiede competenze precise nell'ambito della scrittura professionale. Dall'altro hanno a che fare con molti altri tipi di testo che costituiscono le fonti di informazione, la documentazione dei testi che dovranno redigere.

Le testualità
Una relazione sociale, ad esempio, si basa sulla citazione e sull'analisi di altri testi, che possono essere orali come i colloqui con la persona presa in carico dal Servizio Sociale, i colloqui con i suoi parenti e con gli altri operatori che seguono la persona esaminata; e scritti come le cartelle cliniche, le perizie dello psicologo o dello psichiatra, altre relazioni sociali, i documenti prodotti dal Tribunale per i minorenni, dal Tribunale di sorveglianza ecc. L'autore del testo entra, quindi, in contatto con linguaggi settoriali diversi (ad esempio quello medico, psicologico, legislativo, burocratico) ognuno dei quali pone problemi specifici; e questi linguaggi, a loro volta, influenzano la lingua dei testi che produce.

I destinatari, inoltre, sono molteplici. I testi scritti dagli assistenti sociali sono indirizzati ad altri esperti del settore come le ASL, il direttore di un istituto sanitario o di una comunità, altri assistenti sociali, i medici, il Tribunale dei minorenni ecc., ma anche a persone o a gruppi estranei all'ambito del Servizio Sociale, che non hanno, quindi, competenze tecniche e linguistiche specifiche. Una relazione, ad esempio, può essere indirizzata al sindaco di un Comune; i questionari e le schede usati per raccogliere informazioni hanno come destinatari coloro che richiedono un intervento sociale (disabili, anziani, immigrati ecc.); i progetti possono avere come destinatari i giovani, i ragazzi delle scuole e i loro genitori ecc.

Chi lavora nel Servizio Sociale ha, quindi, numerose occasioni (e necessità) di scrittura. Ogni attività che l'assistente sociale svolge deve essere registrata, non solo per memorizzare i dati raccolti ma anche come atto dovuto verso l'amministrazione pubblica.

La documentazione
Per svolgere la propria attività l'assistente sociale deve innanzitutto raccogliere la documentazione. La raccolta di informazioni, che avviene in ufficio ma anche in luoghi esterni (per esempio al domicilio della persona presa in carico dal Servizio Sociale), può essere fatta in modi diversi: attraverso la compilazione di moduli prestampati o riportando per iscritto il contenuto dei colloqui orali, che possono anche essere registrati o videoregistrati. L'attività di documentazione è importante perché ha diverse finalità. Serve, in primo luogo, a pianificare il lavoro giornaliero o settimanale oppure un intervento; permette, poi, di sintetizzare un intervento già svolto o di rivederlo; consente, infine, di rielaborare quanto può essere derivato da un'attività a scopo informativo o di proposta programmatica.

Per raccogliere la documentazione relativa a un intervento sono usati strumenti diversi come le schede segretariali, i registri, i diari, i verbali e in particolare la cartella sociale che rappresenta lo strumento caratteristico della professione (2). I testi compilati durante le tappe dell'intervento con lo scopo di raccogliere informazioni vengono poi usati dall'assistente sociale per redigere i due testi più significativi del suo lavoro: la relazione e il progetto.

La relazione e il progetto
La relazione è il prodotto del lavoro sociale; con questo testo l'assistente riferisce al destinatario (ad esempio il Sindaco, il Tribunale dei minorenni, il Tribunale di sorveglianza ecc.) la situazione della persona presa in carico dal Servizio Sociale e, basandosi sull'analisi delle informazioni riportate, propone un'azione nei suoi confronti. Il progetto, invece, è un testo con cui l'assistente programma un intervento a favore di un individuo o di un gruppo con l'intento di trasformare, di incidere positivamente su una situazione. Per formulare un progetto è necessario definire obiettivi precisi considerando i vincoli, dati dai tempi e dalle risorse disponibili, e i risultati che si pensa di poter ottenere (3).

Dal momento che entrambi i testi mirano a proporre un intervento per modificare una situazione, la capacità argomentativa diventa una competenza fondamentale. Sia la relazione che il progetto, inoltre, sono testi complessi poiché presuppongono l'analisi di numerosi dati e informazioni: l'organizzazione e l'esposizione di questi ultimi devono essere, quindi, chiare ed efficaci dal punto di vista comunicativo. Il progetto, poi, è un testo che ha una doppia circolazione: una interna quando è destinato al pubblico di esperti che ne giudica la validità e lo approva, e in questo senso si configura come un testo tecnico professionale che ha un'organizzazione e un lessico peculiari, una esterna per i destinatari reali del progetto, cioè i beneficiari dell'intervento, che sono in genere soggetti o gruppi di non esperti ai quali è necessario presentare la proposta con testi e un linguaggio non tecnici. Una delle difficoltà maggiori che si possono notare analizzando i testi prodotti nell'ambito del Servizio Sociale riguarda quest'ultimo aspetto. Nel passaggio dal testo tecnico al testo destinato a un pubblico di non esperti l'autore non considera la nuova situazione comunicativa e spesso propone un testo che riproduce sia nell'organizzazione testuale che nel linguaggio quello destinato agli esperti.

Un altro difetto dei testi prodotti dagli assistenti sociali riguarda l'uso del linguaggio burocratico. Troppo spesso questo linguaggio è preso come modello di riferimento per alzare il tono espressivo del testo nel tentativo di realizzare uno stile colto. L'abuso del burocratese porta, ad esempio, a usare un lessico difficile e a far prevalere le forme nominali su quelle verbali.

Le competenze
Le esigenze specifiche nel campo della scrittura professionale di chi opera nel Servizio Sociale induce ad approfondire durante il corso tre aspetti in particolare. In primo luogo, è importante soffermarsi sul problema di come si riporta la parola d'altri. L'uso dell'intervista e del colloquio (in ufficio e a domicilio) come strumento abituale per ottenere informazioni da tradurre, in un secondo momento, sotto forma scritta in testi come il verbale e la relazione induce a lavorare sul rapporto tra il canale orale e scritto e sulle modalità di trasposizione dal primo al secondo. Nel momento in cui le informazioni acquisite durante un colloquio vengono trasposte in forma scritta, l'assistente sociale deve intervenire riformulando il testo orale, che può essere parafrasato o riassunto ma non modificato nel suo contenuto informativo.

In secondo luogo, è necessario insistere sulla competenza argomentativa; spesso gli assistenti sociali stendono testi che sono per metà informativi e per metà argomentativi dove la parte più importante riguarda le proposte d'intervento. La parte propositiva è quella in cui l'assistente sociale concretizza la sua capacità argomentativa basandosi sui fatti esposti e analizzati nelle sezioni precedenti.

Infine, un'attenzione particolare va data ai linguaggi settoriali. Per coloro che si laureano in Servizio sociale è utile studiare le caratteristiche testuali e linguistiche dei testi scritti con i diversi linguaggi speciali con cui avranno a che fare durante la loro attività professionale.

Note

(1) Cfr. Franca Ferrario, Le dimensioni dell'intervento sociale, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1996, pp.41-7.
(2) Cfr. idem, pp. 215-7.
(3) Cfr. idem, p. 53.

Questa pagina è stata pubblicata il 4 ottobre 2002.