Casi celebri all'estero
(allegato a I meta tag nei tribunali italiani: i casi Genertel e Technoform, di Lorenzo Spallino)
- Playboy Enterprise Inc. ha perso la battaglia legale intentata contro Terri Welles, una ex playmate che aveva utilizzato tra i meta tags del proprio sito web il termine "Playboy". La PEI riteneva tale meta tag illegittimo in quanto lesivo del proprio marchio. Nonostante queste argomentazioni, sia in primo grado che in appello i giudici americani hanno dato ragione alla Welles ritenendo legittimo l'uso del termine in questione tra i meta tags.
- Eli Lilly & Co., che produce e commercializza il medicinale "Prozac", ha citato in giudizio la Natural Answers, che produce e distribuisce l'"Herbrozac", un antidepressivo a base vegetale. Sebbene la Eli Lilly & Co. non sia riuscita ad ottenere l'inibizione del meta tag 'prozac' da parte delle centinaia di siti che lo utilizzano, la Corte di Appello ha dato ragione alla società ricorrente affermando che l'utilizzo della parola 'prozac' nei meta tag nel sito web della Natural Answers è paragonabile all'aver messo all'esterno del negozio un'insegna con il marchio di un'altra azienda.
- Road Tech, produttrice di soluzioni software per il settore trasporti, ha citato in giudizio la rivale Mandata, in seguito all'utilizzo, fra i meta tag del sito di quest'ultima, del marchio depositato "Road Tech". Anche in questo caso il giudice ha dato ragione alla ricorrente, imponendo la rimozione del marchio registrato dal codice html del sito di Mandata.