Nucleo di docenti al centro di movimento nazionale per tutelare la lingua
A CA' FOSCARI SCATTA LA LOTTA AL "BUROCRATESE"
di Sara D'Ascenzo ("Il Sole 24 ore", supplemento "NordEst", lunedì 3 dicembre 2001, p. 1.)
Si dice biglietto o titolo di viaggio? A chiarire i dubbi dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni che dimostrino qualche legame di troppo col linguaggio burocratico, ha pensato in questi giorni un consorzio di 24 università italiane, l'Icon, che ha messo in rete un corso di italiano professionale, scritto dal dipartimento di Italianistica della facoltà di Lettere di Ca' Foscari a Venezia. Chi vuole rendere meno "rigido" il proprio italiano può collegarsi al sito www.italicon.it, dove troverà un percorso didattico con esercizi, simulazioni e, a scelta, anche un tutor per personalizzare l'apprendimento.
L'idea è venuta al Servizio d'italiano scritto (Sis), un gruppo di lavoro nato intorno a Francesco Bruni, professore ordinario di Storia della Lingua italiana, e Tommaso Raso, associato di Linguistica italiana, entrambi docenti del dipartimento di italianistica dell'ateneo veneziano da cui, quasi sei anni fa, è partito un vero e proprio movimento di tutela della nostra lingua scritta.
Dai primi corsi tenuti dal Sis, in cui i docenti della facoltà di Lettere insegnavano agli studenti di Ca' Foscari come si scrive una tesi di laurea o come si compila un bilancio aziendale, si è passati, nel '98, ai corsi di italiano professionale rivolti ai dipendenti delle Poste. Una sfida all'italiano degli uffici e delle carte bollate, combattuta a colpi di semplificazioni di delibere, decreti e formulari. E che ha portato l'associazione, oggi, a essere un soggetto molto ambito da quanti, tra pubblico e privato, devono districarsi nelle maglie dell'italiano scritto. "L'ultima proposta che abbiamo avuto - dice Raso - viene da due agenzie che organizzano corsi finanziati dal Fondo sociale europeo, ai quali scriviamo la modulistica". Consistente è anche l'impegno dell'associazione nel campo della formazione di studenti e docenti medi e universitari. L'unica facoltà dove l'italiano scritto non è insegnato è proprio quella di Lettere: "Come spesso accade - commenta ancora Bruni - l'attività del Sis è compresa meglio all'esterno che all'interno della nostra facoltà".
Il Sis però arriva al paradosso di avere più lavoro di quello che riesce a smaltire, perché il personale adeguatamente formato è poco: "Due anni fa - racconta Raso - abbiamo fatto un corso di formazione rivolto a laureati, dottori di ricerca e insegnanti, ma non è pensabile rifarlo finché non avremo maggiori mezzi a disposizione". Nel frattempo, il lavoro aumenta e si può seguire sul sito dell'associazione, www.italianoscritto.com, l'italiano insegnato agli infermieri come rimedio alla carenza di personale ospedaliero, 130 ore di formazione per insegnati sulla prima prova scritta di italiano, corsi a docenti universitari di Siena, Belluno, Pisa, Milano e Palermo per prepararli a tenere gli stessi corsi ai propri studenti. L'accesso al sito è gratuito, ma alcuni servizi specifici sono a pagamento.
Gran parte dell'attività viene svolta via Internet: il Sis ha da poco realizzato il sito di Medici senza frontiere, e ha messo in rete per la De Agostini un microcorso a puntate dedicato agli insegnanti. Infine all'associazione veneta si è rivolto il Diploma in Servizio Sociale (Duss) di Venezia, impegnato nella formazione di mediatori culturali: "(virgolette basse)Il Duss ha organizzato un Master sull'immigrazione - dice Raso - e noi abbiamo preparato un modulo dedicato ai problemi della comunicazione linguistica per gli immigrati".