Alcune riflessioni sul concetto di pertinenza informativa nei siti web,
di Giovanni Acerboni
Abstract
Questo articolo considera due modalità di navigazione dei siti: la navigazione basata sulla classificazione e sulla gerarchia dei contenuti, e la navigazione basata sulla pertinenza. La prima modalità costringe il navigatore ad accettare la struttura del sito quale criterio per reperire i contenuti. La seconda modalità valorizza la costruzione di percorsi informativi personali, e rende i contenuti un criterio di orientamento.
La classificazione
I contenuti di un sito vengono, generalmente, distribuiti in sezioni, come per esempio:
- "Chi siamo", "Servizi", "Prodotti", "Novità", ecc., nei siti istituzionali;
- "Politica", "Cronaca", "Sport", ecc., nei siti delle testate giornalistiche;
- "Arte", "Educazione", "Affari", ecc., nei portali.
Ogni sezione è rappresentata da un pulsante sulla barra di navigazione, di modo che il navigatore possa accedere a qualsiasi sezione da qualunque punto del sito. Quando clicca sul pulsante di una delle sezioni, il navigatore accede alla pagina principale (indice o copertina di sezione) della sezione.
Si veda, per esempio, la copertina della sezione "Scienza & Tecnologia" del sito di "La Repubblica" (http://www.repubblica.it):
La barra di navigazione permette dunque l'ingresso in una sezione e/o il passaggio da una sezione all'altra.
In molti siti, le sezioni vengono progettate e sviluppate alla stregua di sottositi fra loro autonomi, cioè sono navigabili solo al proprio interno e dunque prive di relazioni con le altre sezioni, se si eccettua, appunto, la barra di navigazione.
Consideriamo due immagini, elaborate (1) sul sito di "La Repubblica".
Nella prima vediamo la relazione fra la home page (contrassegnata dal mirino verde) e le copertine di tutte le sezioni.
Fra la home e le sezioni e fra le copertine delle sezioni vi è un solo link, quello della barra di navigazione. Ogni sezione, invece, presenta altri link, rivolti verso il proprio interno, cioè verso le pagine che la compongono.
Nella seconda, il punto di vista è il medesimo (al centro la home page), però ho elaborato maggiormente il dettaglio dei link dalle copertine di sezione verso le pagine interne.
I link in profondità aumentano parecchio, ma i rapporti fra le sezioni no. Ciò conferma, appunto, che ogni sezione si comporta come un sito autonomo, nel quale la copertina svolge il ruolo di home page e la barra di navigazione è l'unico punto di contatto con le altre sezioni.
La gerarchia
La copertina di sezione ha una funzione introduttiva ai contenuti di quella sezione. Questa funzione può essere svolta in molti modi. Per far risparmiare al navigatore tempo e clic, il modo migliore è visualizzare l'elenco completo dei contenuti e rendere ogni contenuto immediatamente raggiungibile, cioè linkarlo.
In questo modo, la copertina di sezione risparmia al navigatore una ricerca, che spesso è vana, per sapere:
- se c'è un documento interessante;
- dov'è il documento che gli interessa.
L'elenco dei contenuti di una sezione segue un ordine che, a seconda dei siti, dei loro scopi, dei loro contenuti e dei loro destinatari, può seguire criteri diversi. Possiamo distinguere:
- criteri oggettivi: cronologico, alfabetico, geografico, ecc.;
- criteri soggettivi:
- autoreferenziali (importanza di una informazione per l'organizzazione);
- referenziali (importanza di una informazione per il destinatario).
Quale che sia il criterio, la posizione delle informazioni è decisiva: più si trovano in alto nell'elenco più appaiono come importanti. Infatti:
- il navigatore dedica poco tempo alle pagine: la prima riga ha molte più probabilità dell'ultima di essere letta;
- lo schermo potrebbe non contenere tutta la verticalità della pagina, e non sempre i navigatori scorrono le pagine verso il basso.
Tuttavia, molto raramente le copertine di sezione elencano tutte le pagine che compongono quella sezione. Ciò produce:
- una scarsa chiarezza sui contenuti del sito;
- la necessità di una esplorazione più lunga.
L'architettura nota come 'piramide rovesciata' si fonda appunto sulla classificazione e sulla gerarchia:
- la classificazione smista i navigatori nella sezione di loro interesse;
- la gerarchia consente la discesa al documento.
Secondo questa struttura, una volta che abbia raggiunto e letto la pagina di suo interesse, il navigatore può:
- tornare indietro;
- cliccare su un altro pulsante della barra di navigazione, per accedere a un'altra sezione.
Entrambe queste soluzioni vincolano la navigazione alla struttura del sito, secondo la formula 'avanti-indietro-avanti', cioè 'architettura-documento-architettura-documento'.
La segnaletica
Molti siti sovrabbabbondano di segnaletica: pulsante illuminato sulla barra di navigazione principale, barre di navigazione locale, briciole di pane (2), frecce per tornare alla pagina precedente e per proseguire alla successiva, istruzioni su come fare che cosa e via dicendo.
La segnaletica ha tre funzioni.
La prima, che non costa alcun clic al navigatore, è informarlo sulla sua posizione.
La seconda è indicargli come tornare alla pagina precedente, alla home page, ecc. Questa operazione costa un clic al navigatore.
La terza è fornirgli l'accesso a un nuovo documento. Per compiere questa operazione, il navigatore deve rivolgersi alla struttura del sito, esplorarla, cercare il documento e, se lo trova, selezionarlo. Questa operazione costa almeno due clic al navigatore: uno per esplorare una sezione, un altro per accedere al documento.
La segnaletica privilegia dunque l'orientamento statico rispetto all'orientamento dinamico, cioè serve più a chi ha bisogno di sapere dove si trova che a chi desidera proseguire la navigazione. Tuttavia, contrariamente a quanto si crede, il bisogno di controllare la propria posizione non è e non è mai stato un problema grave, per il navigatore, come mostra il grafico Problems using the Web, che risale addirittura al 1998, cioè a un'epoca nella quale le interfacce editoriali erano molto meno 'usabili' di quelle di oggi (3).
Analizziamo il grafico, escludendo i problemi di carattere tecnico (lentezza di scaricamento, link non funzionanti, ecc.), e concentrandoci sui problemi cognitivi. Secondo questi dati, i maggiori problemi cognitivi del navigatore sono:
- trovare una nuova informazione: oltre il 40% (colonna 1);
- trovare un'informazione presente: circa il 30% (colonna 3);
- contestualizzare un'informazione: circa il 30% (colonna 2);
- ritrovare un'informazione: poco meno del 20% (colonna 4);
- tornare alla pagina precedente: meno del 5% (colonna 5) (4).
Una segnaletica sovrabbondante, dunque, distrae il navigatore perché:
- occupa uno spazio eccessivo, assumendo un'importanza maggiore di quella che dovrebbe avere, soprattutto nei confronti del contenuto;
- aumenta il numero di informazioni su una pagina, complicando la loro gestione da parte del navigatore.
La mappa ragionata
Si va diffondendo - ma non molti siti l'hanno già recepita - la mappa ragionata, cioè un riquadro che ospita i link a pagine tematicamente correlate a quella corrente.
Per esempio, sulla destra degli articoli del sito di "La Repubblica" si trova un riquadro ("Dall'Archivio di Repubblica.it") che contiene i link ad altri articoli sullo stesso argomento.
La mappa ragionata fornisce una navigazione:
- meno dispersiva, perché riduce il rischio che il navigatore non trovi un'altra pagina interessante;
- meno rigida, perché propone una navigazione 'avanti-avanti-avanti' (cioè 'architettura-documento-documento'), che si aggiunge, senza escluderla, alla tradizionale navigazione 'avanti-indietro-avanti';
- meno bisognosa della segnaletica.
Tuttavia, la maggioranza dei (pochi) siti che dispongono della mappa ragionata la usa in modo riduttivo, perché i link ospitati nella mappa conducono solo a documenti della medesima sezione della pagina corrente. E come si può escludere a priori che - poniamo - un articolo della sezione "Economia" non sia correlato a un articolo della sezione "Politica", ecc.?
In casi come questi, dunque, la correlazione fra le pagine è strettamente legata al modo con cui viene classificato il materiale del sito. La navigazione, cioè, non è strutturata in modo tale da permettere al navigatore di trovare informazioni al di fuori della struttura classificatoria, in quanto tutte le relazioni esterne al criterio di classificazione si perdono. Di conseguenza, le pagine sono piuttosto un punto terminale della navigazione che un punto di accesso ad altre pagine, e sprecano, quindi, molte opportunità informative.
L'unità informativa
La mappa ragionata può essere usata con un notevole vantaggio comunicativo se propone pagine senza farsi vincolare dalla posizione che esse hanno nella struttura del sito. Per ottenere questa condizione, le pagine del sito dovrebbero essere progettate come 'unità informative' (5).
Per 'unità informativa' intendiamo una pagina che possa essere decontestualizzata, cioè che sia indipendente e quindi possa essere inserita in altri contesti in combinazione con altre unità informative. L'unità informativa valorizza la possibilità del navigatore di creare percorsi informativi personali, composti da una sequenza di pagine che abbiano ognuna una propria identità definita e non vincolata a un contesto predeterminato (6).
Il contesto può essere predeterminato, per esempio:
- dalla contingenza delle ragioni della pubblicazione di una pagina (limitata validità nel tempo, scopo particolare, ecc.);
- dalla collocazione di una pagina all'interno di una sequenza obbligata di pagine (es.: le sequenze per le procedure di acquisto, registrazione, ecc.);
- da un formato della pagina non nato per il web (doc, pdf, ecc.).
Progettare unità informative significa dunque rinunciare a offrire in modo esclusivo al navigatore il proprio punto di vista sulle informazioni, sia in termini di classificazione del materiale sia in termini di relazioni fra i materiali.
Una unità informativa, pur avendo una posizione all'interno del sito, può essere richiamata dal navigatore in base al suo contenuto e indipendentemente dalla sua posizione. Infatti, una unità informativa, diversamente da una pagina che non lo è, può essere descritta univocamente dal link che ne permette l'accesso.
La pertinenza informativa
Possiamo genericamente definire la pertinenza informativa come una relazione tematica rilevante fra due o più pagine (7). La mappa ragionata, dunque, conterrà i link a quelle pagine che siano tematicamente rilevanti rispetto all'argomento della pagina corrente.
È evidente che, se la pertinenza tematica può essere stabilita dal progettista in base alla conoscenza che egli ha dei contenuti del sito, la rilevanza deve essere valutata in rapporto al navigatore, e in particolare in rapporto all'interesse che il navigatore può avere dopo la lettura della pagina corrente.
L'individuazione dei criteri con i quali stabilire la pertinenza e la rilevanza fra le unità informative è dunque decisiva, e va valutata caso per caso, a seconda del sito e di ogni sua singola pagina.
Nella gestione delle pertinenze bisogna considerare almeno due problemi.
In primo luogo, è possibile che si debbano selezionare le pagine pertinenti, nel caso in cui il loro numero sia superiore a quello che la mappa ragionata può ospitare o che il navigatore è in grado di gestire.
In secondo luogo, bisogna tenere presente che non sempre la pertinenza fra due pagine è un rapporto reciproco, o reciproco allo stesso grado. In altri termini, non è detto che:
- se la pagina A è pertinente alla pagina B, la pagina B sia pertinente alla pagina A;
- la rilevanza della pagina A per la pagina B sia pari alla rilevanza della pagina B per la pagina A.
Calibrando la soluzione a questi problemi e creando una rete di pagine collegate attraverso la mappa ragionata di ciascuna pagina, il progettista separa la struttura del sito dalla struttura della navigazione, cioè libera i contenuti dall'appartenenza a un contesto e offre al navigatore una navigazione centrata sui contenuti.
Infatti, il punto focale per l'orientamento del navigatore diviene la mappa ragionata, che contiene i link alle pagine pertinenti. La mappa ragionata, cioè, fa della pagina di partenza (a) il punto di accesso ad alcune pagine di destinazione (b), ognuna delle quali è a sua volta il punto di accesso ad altri contenuti (c). Di questi, alcuni potranno essere i medesimi proposti nella mappa della pagina di partenza (a), altri verosimilmente no, perché saranno pertinenti al contenuto della prima pagina di destinazione (b).
Spetta al navigatore decidere se le nuove pertinenze sono di suo interesse. In ogni caso, egli ha a disposizione contenuti nuovi e progressivamente pertinenti. In questo modo il suo interesse non viene solo soddisfatto, ma addirittura stimolato, perché, la rete di pagine pertinenti può offrirgli contenuti dei quali egli ignorava la disponibilità.
Ogni pagina, pertanto, si comporta come il centro del sistema, nel senso che le sue pertinenze e la loro rilevanza sono stabilite a partire dal suo contenuto e non in base a un principio astratto di qualità di una informazione rispetto a un'altra. In altri termini, l'importanza di un contenuto non viene stabilita in se stessa, ma messa in relazione all'interesse che un navigatore può avere dopo aver fruito di un altro contenuto.
Quando tutte le pagine sviluppano le proprie pertinenze, la struttura del sito continua a svolgere una funzione di orientamento generale per il navigatore ma, anche dal punto di vista del progettista, rimane sullo sfondo.
Si vedano tre immagini elaborate su una vecchia versione del sito di Medici Senza Frontiere (8).
La prima offre uno sguardo panoramico sul sito: l'intreccio di relazioni fra le pagine si sovrappone alla struttura.
La seconda mostra le relazioni fra alcune pagine, a una certa profondità.
La terza coglie le relazioni che un documento posizionato in profondità sviluppa verso l'esterno del sistema.
Interattività come servizio e libertà
La pertinenza informativa fra le pagine può migliorare sensibilmente la qualità di un sito. Infatti:
- riduce il peso dell'eccesso informativo, perché propone una navigazione motivata verso informazioni potenzialmente interessanti e immediatamente disponibili;
- riduce il rischio di apertura di pagine ridondanti o irrilevanti;
- valorizza i contenuti, perché li mette in relazione;
- riduce i problemi di orientamento, cioè la necessità che il navigatore si rivolga all'interfaccia editoriale per cercare una nuova pagina interessante seguendo la logica della struttura del sito;
- aumenta la rapidità di accesso alle informazioni (9).
Dal punto di vista pragmatico, lo sviluppo delle pertinenze fa percepire al navigatore che il progettista ha compiuto un servizio, cioè ha tarato la comunicazione sia rispetto alle caratteristiche del web sia rispetto alle (probabili, possibili) sue esigenze informative.
Una rete di pagine pertinenti può, quindi, essere considerata un sistema altamente interattivo, perché:
- non vincola la navigazione alla struttura del sito;
- stabilisce un rapporto trasparente fra il sito e il navigatore;
- lascia al navigatore la libertà di scegliere in modo motivato quale sia la risorsa disponibile di suo interesse.
La pertinenza, in conclusione, non pregiudicando le modalità di navigazione, rispetta l'identità di ciascun navigatore, proponendogli una esplorazione centrata sui contenuti e motivata dall'interesse, cioè garantendogli una navigazione che esprime la sua libertà.
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Note
(1). Per l'elaborazione delle immagini mi sono servito del software Web Tracer (http://www.nullpointer.co.uk).
(2). Con 'briciole di pane' o breadcrumbs si intende una modalità di visualizzazione della posizione della pagina rispetto alla struttura del sito. Le briciole di pane sono presenti in molte pagine web e appaiono più o meno come nell'esempio seguente (che descrive la posizione del presente articolo): "home > biblioteca > pertinenza".
(3). Il grafico è stato elaborato dal Georgia Institute of Technology - GVU Center (http://www.gvu.gatech.edu/gvu/).
(4). È interessante disaggregare quest'ultimo dato: la grande maggioranza di quei pochi che dichiarano di trovare problematico il ritorno alla pagina precedente ha più di cinquanta anni e naviga da meno di un anno. Accesso diretto al grafico: http://www.gvu.gatech.edu/user_surveys/survey-1998-10/graphs/use/q11.htm.
(5). Il concetto di 'unità informativa' è relativo: per esempio, in un sito sulla storia del risorgimento la biografia di Garibaldi può essere considerata una unità informativa; ma in un sito su Garibaldi ogni anno della sua vita può essere considerato una unità informativa.
(6). Nei casi in cui sia possibile, l'unità informativa potrebbe essere precisata ulteriormente come la pagina che abbia l'esclusiva di un contenuto, cioè: ogni pagina riguarda un solo tema; una sola pagina del sito riguarda quel tema.
(7). Per esempio, in un sito su Garibaldi, l'unità informativa su un anno della sua vita potrebbe essere pertinente all'unità informativa che descrive dettagliatamente una battaglia sostenuta in quell'anno.
(8). Il sito di Medici Senza Frontiere si trova all'indirizzo http://www.msf.it. NB: le immagini di questo articolo non si riferiscono a questa versione, bensì a una versione precedente, progettata da Tommaso Raso e da me, e rimasta in rete dal gennaio 2001 al febbraio 2002 e non più consultabile.
(9). Questo è un fattore critico troppo poco considerato. Il navigatore italiano si sofferma su ogni pagina per meno di 30 secondi e due terzi delle pagine scaricate gli servono solo per passare a quella che cerca. Si vedano le newsletter di Onetone Research dei mesi di dicembre 2001, marzo 2002, maggio 2002 e luglio 2002 (http://research.onetone.it/newsletter.htm).







