Dalla definizione di una nuova disciplina a una proposta didattica concreta
Recensione di Simona Beccone al Manuale dell'italiano professionale. Teoria e didattica (a cura di Francesco Bruni e Tommaso Raso, Bologna, Zanichelli, 2002)
Il Manuale dell'italiano professionale. Teoria e didattica si inserisce nel panorama di ricerca che nell'ultimo decennio si è aperto in Italia nel settore della comunicazione scritta e professionale. Un rinnovato interesse per la scrittura, questo, che si è sempre più specializzato ed è ben presto uscito dal circuito scolastico e accademico per approdare in altri settori, come quello delle aziende e della pubblica amministrazione dove finalmente, ma solo in tempi recenti, si cominciano a comprendere l'importanza e l'efficacia di una comunicazione scritta a rilievo pubblico che sia qualitativamente adeguata al mondo del lavoro e alla società civile.
Il Manuale nasce dall'esperienza di ricerca e didattica di Francesco Bruni, Tommaso Raso e degli altri studiosi che hanno offerto alcuni contributi. Ideale prosecuzione del lavoro inaugurato da altri due precedenti volumi editi da Zanichelli (il Manuale di scrittura e comunicazione e il Manuale di scrittura professionale, di F. Bruni e G. Alfieri, S. Fornasiero e S. Tamiozzo Goldmann, entrambi del 1997) il Manuale ne approfondisce gli argomenti e ne introduce di nuovi da un punto di vista differente: se i primi due erano rivolti principalmente a studenti o a chiunque fosse generalmente interessato alle problematiche della scrittura, questo volume è invece destinato al docente e si pone nella prospettiva della didattica della scrittura professionale.
Il Manuale si rivolge ad un vasto pubblico, dato che il suo campo di interesse non è circoscritto alla sola scrittura scolastica ed universitaria, ma anche a quella più direttamente connessa con il mondo del lavoro (comunicazione aziendale, della pubblica amministrazione e dal privato cittadino al pubblico).
Dall'ampiezza del pubblico consegue una necessaria varietà ed interdisciplinarità del bagaglio teorico di fondo, che tocca numerosi aspetti della comunicazione scritta e professionale e attinge da discipline come la pragmatica, la linguistica testuale, la psicologia cognitiva e la storia della lingua. E' questo il filo conduttore del Manuale, che è strutturato in due parti: la prima teorica la seconda pratica, quest'ultima seguita da un'ampia sezione conclusiva di esercizi.
La prima parte è composta da una serie di saggi in cui la dimensione linguistica è sempre vista nella prospettiva della pragmatica e dell'adeguatezza comunicativa. I contributi di cui è composta la prima parte mirano a fornire all'insegnante alcune imprescindibili competenze di base mediante approfondimenti su campi specifici della scrittura professionale: le differenze tra le varietà della comunicazione orale e scritta (Bruni e Raso, cap. 1); alcuni fondamenti di retorica (Mastandrea, cap. 2) e di linguistica del testo (Marinetti, cap. 4); aspetti di coerenza testuale (Covino, cap. 5) e modalità di gestione dell'informazione (Raso, cap. 6); alcune tra le maggiori tematiche riguardanti la pragmatica, come gli atti linguistici (Bertuccelli Papi cap. 7), i gradi di implicitezza ed esplicitezza dei testi (Raso, cap. 8) e la deissi (Bruni e Raso, cap. 1, § 1); l'ordine delle parole nel confronto tra il punto di vista linguistico e quello retorico (Sornicola, cap. 14); i connettivi (Dardano, cap. 15). L'ampiezza del campo di indagine giustifica inoltre la presenza, accanto ad altri di carattere più generale, di quattro contributi che focalizzano l'attenzione su alcuni ambiti comunicativi specifici, allargando la trattazione anche al mondo del lavoro. Si tratta dell'intervento di Tonon (cap. 9) sul linguaggio giornalistico, di quello di Saccon (cap. 10) sulla comunicazione economica e di quello di Carrada (cap. 11) che analizza la comunicazione aziendale con uno sguardo rivolto al rapporto fra scrittura e moderne tecnologie. Con il capitolo terzo, Balboni mira invece a fornire al lettore le conoscenze di base nell'ambito della comunicazione professionale orale, che è anche quella che si istituisce nell'aula scolastica tra il docente e il suo pubblico di studenti.
Accanto a questi approfondimenti sulle competenze di base e sugli ambiti comunicativi specifici, compaiono infine tre contributi che mirano ad approfondire il discorso su alcuni aspetti teorici nel settore della ricerca e della didattica della comunicazione scritta. Si tratta dell'analisi di Tavoni (cap. 12) del rapporto tra italiano contemporaneo ed insegnamento della scrittura, dell'intervento di Bruni (cap. 13) sul registro dell'italiano professionale, dei cui tratti tipici lo studioso fornisce una prima definizione, e del contributo dello stesso Bruni (cap. 16) sulla continuità tematica tra la scrittura letteraria e quella professionale.
A questa prima parte del Manuale segue la seconda parte, dedicata all'esplicitazione pratica degli aspetti teorici e di ricerca che forniscono all'insegnante le competenze di base necessarie alla didattica della scrittura professionale. Il Manuale procede pertanto dalla teoria alla prassi ed è in questa sezione che gli spunti teorici e metodologici dei capitoli precedenti si concretizzano nella pratica didattica degli esercizi. Questi ultimi vengono proposti al lettore insieme con 1. l'esplicitazione analitica degli obiettivi didattici che le prove mirano a fornire; 2. i criteri con cui gli esercizi sono stati concepiti e i mezzi per formularne di nuovi; 3. alcune possibili soluzioni ragionate e commentate; 4. alcuni elaborati già svolti, accompagnati da una correzione analitica, motivata e ragionata.
Il Manuale fornisce una risposta alle crescenti esigenze di natura sociale, economica e culturale di una formazione professionale adeguata alla comunicazione scritta che sia in grado innanzi tutto di far fronte all'educazione linguistica e comunicativa dei singoli cittadini (comunicazione tra il pubblico e il privato), ma che comprenda la formazione dei dirigenti e dipendenti aziendali (comunicazione aziendale), nonché dei dirigenti e dei dipendenti della pubblica amministrazione (comunicazione istituzionale e amministrativa), in vista di un ripensamento dell'intera produzione di testi in cui la comunicazione dal pubblico al privato sia sempre più veloce, economica ed affidabile. In secondo luogo, nell'ambito dell'insegnamento universitario, risponde ad un'esigenza generalizzata di miglioramento e ricalibrazione della comunicazione scritta in vista della tesi di laurea e di un'apertura diretta al mondo del lavoro, al di là dei vari indirizzi degli atenei e non circoscritta alle facoltà umanistiche (fino ad oggi l'università è stata la sede in cui la scrittura era una pratica rinviata alla conclusione del corso di studi, in cui si disimparava a scrivere e in cui spesso si generava un pericoloso analfabetismo scrittorio di ritorno). In terzo luogo, nell'ambito della scuola, l'introduzione del nuovo esame di stato non prevede più come prova di scrittura il solo tema, ma altre prove, questa volta incentrate sull'esercizio di competenze più specifiche nella produzione di testi di altre tipologie, quali l'articolo di commento, la recensione e il saggio breve. Anche in questo ambito è nata l'esigenza di una capillare revisione dell'insegnamento e della programmazione didattica in vista dello sviluppo di competenze scrittorie adeguate al mondo del lavoro e ai corsi universitari.
La scuola, l'università e i corsi di formazione specialistica sono i luoghi privilegiati della ristrutturazione della didattica della lingua e della comunicazione scritta. Le recenti iniziative portate avanti nel settore (quali i laboratori di scrittura accademica e professionale e i corsi di formazione organizzati presso varie sedi universitarie) sono un chiaro sintomo dell'importanza e della centralità dell'università come luogo privilegiato della trasmissione delle competenze e delle abilità di scrittura.
Il Manuale si pone a metà strada tra l'impegno rivolto ad una riorganizzazione dell'insegnamento della scrittura e la produzione manualistica, armonizzando in sé entrambe le componenti. Ma, a differenza di altre iniziative editoriali del genere, nasce con un respiro teorico e metodologico più capillare, proviene da un'esperienza didattica concreta e fornisce una chiara risposta alle esigenze formative nel campo della comunicazione scritta che oggi non possono più essere ignorate.
Per far fronte alle domande della scuola, dell'università, della società, del mondo del lavoro e delle istituzioni, occorre infatti rifondare l'insegnamento. È appunto per questa ragione che il Manuale ha come suo destinatario privilegiato l'insegnante e come suo principale oggetto la didattica della scrittura. Se occorre oramai una definitiva riorganizzazione della didattica della comunicazione scritta, questa non può che fondarsi 1. su basi teoriche solide; 2. sulla definitiva messa a punto di uno standard comune per tutta l'Italia (strategie didattiche, sistemi valutativi, obiettivi formativi); 3. sull'investimento deciso e incondizionato nella formazione degli insegnanti. La strutturazione bipartita del Manuale lo indica chiaramente: teoria e prassi, ricerca ed insegnamento devono andare di pari passo. I saggi di Bruni e di Raso, ad esempio (capitoli 1, 6, 8 e 13), aprono una finestra sui più recenti sviluppi nell'ambito della ricerca accademica sulla comunicazione scritta e gettano le basi (si veda il capitolo 13, di Bruni, sulla definizione dell'italiano professionale) per la determinazione di una disciplina nuova e che proprio in queste fasi iniziali ha bisogno di solide fondamenta teoriche e metodologiche che le forniscano il diritto di esistenza come disciplina autonoma, senza tuttavia trascurare, come emerge dal Manuale, la pragmatica, la linguistica testuale, la storia della lingua, la psicologia cognitiva. Ma se la ricerca nel settore è un imprescindibile punto di partenza, questa stessa ricerca non deve essere un'attività completamente scissa dalla sua concreta applicazione nella didattica scolastica, universitaria e postuniversitaria.
Se occorre rifondare l'insegnamento su linee comuni per tutti i corsi di formazione alla scrittura professionale, è necessario che questo avvenga a partire da una base teorica e metodologica che si adatti ad esigenze diversificate, seppure nel rispetto dei profili formativi richiesti dai singoli ambiti disciplinari. Il Manuale, in virtù del suo rigore scientifico, dell'attenzione all'aspetto didattico della scrittura, dell'ampiezza delle tematiche trattate e della sua impronta interdisciplinare, fornisce una guida ragionata e metodologicamente organica per l'insegnante dell'italiano scritto e professionale. Ma ciò che più conta è che il Manuale si pone come un'importante e prestigioso contributo alla definizione della disciplina e come un solido punto di partenza per la determinazione di uno standard didattico della scrittura altamente professionalizzante, completo e immediatamente applicabile nel mondo reale.
L'investimento nella formazione del corpo docente è diretta conseguenza del bisogno permanente e crescente di insegnanti qualificati. Se la scuola è il luogo privilegiato dell'insegnamento della scrittura, la formazione degli insegnanti è il primo passo da compiere. Occorrono infatti formatori adeguatamente preparati al compito, che siano in grado insegnare non solo la grammatica o la sintassi, ma una competenza nell'uso strategico della lingua: dalle abilità di decodifica della gerarchia informazionale e di riformulazione di un testo dato, alle competenze di scrittura nell'elaborazione di testi di vari stili, registri e tipologie testuali, sino alle capacità di adattare la scrittura alle diverse situazioni comunicative. Tutti questi scopi possono essere raggiunti con la preparazione adeguata in una disciplina specifica come la didattica dell'italiano professionale e con l'opportunità di formulare percorsi di insegnamento della scrittura adeguati sia agli obiettivi formativi richiesti dall'università che alle nuove esigenze sociali. Il Manuale ha il pregio di porre l'accento sull'importanza di una formazione altamente professionalizzante degli insegnanti, che devono assumere il profilo di veri e propri specialisti della didattica della scrittura.
Ma così come chi impara a scrivere deve adattarsi alla situazione comunicativa in cui si trova, anche chi insegna deve fare lo stesso e, accanto alla didattica dell'uso strategico della lingua occorre, da parte dei docenti, un uso strategico dell'insegnamento. Il Manuale pone l'accento su questo aspetto con l'ampio spazio riservato all'eserciziario della seconda parte. Non solo l'insegnante deve avere le conoscenze teoriche solide fornite nella prima parte e deve essere lui stesso in grado di metterle in pratica, ma soprattutto deve saper trasmettere queste conoscenze con strategie adeguate nella pratica didattica, tramite la formulazione di esercizi mirati e basati su elementi linguistici, cognitivi e pragmatici. Dal Manuale non è solo possibile dedurre un valido eserciziario, ma anche trarre i materiali e gli spunti per la programmazione di un corso di scrittura strutturato, come suggerisce il volume, in una prima parte teorica atta a consolidare e condividere con gli studenti un bagaglio di conoscenze e competenze comuni e in una seconda parte incentrata sulla pratica della scrittura.
Nella sezione dedicata agli esercizi, il Manuale esplicita gli spunti già presenti nei due precedenti Manuali e pone l'accento sulla dimensione dell'applicazione pratica dei fondamenti teorici presentati nella prima parte. La sezione didattica va oltre (senza per questo necessariamente tralasciarla) la dimensione prettamente linguistica, per concentrarsi sulla dimensione comunicativa sulla scia della linguistica testuale e della pragmatica e propone alcuni modelli di esercizi incentrati sulla riformulazione di testi dati tenendo conto della performatività, della situazione comunicativa e della gestione dell'informazione. Accanto a questi, altri esercizi mirano all'approfondimento delle competenze scrittorie nell'elaborazione vincolata (tempo, lunghezza, numero di unità argomentative) di testi argomentativi con e senza documentazione.
Preziosa nella sua chiarezza ed innovativa nei suoi presupposti metodologici è la strutturazione dell'eserciziario: ogni esercizio è accompagnato dall'obiettivo formativo che esso si propone di raggiungere nonché dell'esplicitazione delle competenze necessarie per il suo svolgimento e delle abilità che l'esercizio stesso mira ad attivare, in una graduale progressione di competenze e conoscenze in cui ogni prova si costituisce idealmente come una tappa formativa. L'aspetto più interessante e innovativo dell'eserciziario è la presenza, accanto ad ogni esercizio, di una possibile soluzione commentata e, soprattutto, della correzione analitica degli elaborati prodotti da alcuni studenti. Insistendo sull'aspetto e sull'importanza della valutazione degli elaborati, il Manuale non fornisce al lettore un sistema rigido di individuazione dell'errore sintattico e grammaticale ma, al contrario, insiste sulla formazione dell'insegnante alla correzione analitica e all'analisi degli elaborati dal punto di vista dell'adeguatezza comunicativa. La correzione e la valutazione, insomma, non devono essere il frutto di un approccio impressionistico ma devono basarsi su criteri razionali ed espliciti ma mai rigidi e sempre attenti alla pragmatica, più che alla grammatica (aspetto, quest'ultimo, che non deve certamente essere tralasciato ma che, nel contempo, non deve essere il fulcro attorno al quale ruota l'intera valutazione). Questo è certamente un compito più difficile rispetto alla pratica di correzione degli errori di grammatica e sintassi: il Manuale aiuta ad assolverlo al meglio e fornisce, accanto ad esercizi pronti per l'uso, gli strumenti adeguati (prima teorici, poi operativi) per formularne di nuovi.
Il Manuale si presta ad una doppia lettura, sia sequenziale che non sequenziale, per via della sua strutturazione interna che permette contemporaneamente la consultazione e l'approfondimento degli aspetti teorici e procedurali che più si addicono al proprio campo di interesse e didattica. Il linguaggio e la presentazione degli argomenti sono accessibili agli insegnanti che si occupano della didattica della scrittura a tutti i livelli: dalla scuola di base, a quella secondaria, sino all'università. Inoltre, l'ampiezza degli argomenti trattati nella parte teorica e in quella pratica rende il Manuale utile anche per tutti coloro che si occupano dell'insegnamento e della programmazione della disciplina in ambiti diversi da quello scolastico o per tutti coloro che intendono allargare gli argomenti delle proprie lezioni ad altri contesti comunicativi: giornalismo, web, pubblica amministrazione, impresa.